Carlo Miroglio e il commercio dei tessuti

L’attività imprenditoriale della famiglia Miroglio inizia a fine ’800 ad Alba. Carlo e Angela Miroglio commerciano tessuti, prima come ambulanti, poi, con l’apertura di un negozio nel centro della città, come venditori al dettaglio e all’ingrosso.

Giuseppe Miroglio porta avanti il commercio dei tessuti

Dei cinque figli solo Giuseppe rimane ad Alba. Da quel momento la storia della Miroglio diventa la storia di Giuseppe Miroglio. Grazie alla sua visione imprenditoriale, l’azienda commerciale, a cavallo delle due guerre, supera momenti di crisi e amplia il giro di affari.

Giuseppe Miroglio e i bozzoli da seta

La produzione di bozzoli da seta (molto diffusa ad Alba) giunge ad una crisi per eccesso di offerta. Nessuno voleva più comprarli. Interviene pertanto Giuseppe Miroglio che rileva tutti quelli presenti sul mercato per poi farli trasformare in filati facendoli lavorare in façon a Como. Risultato: una grande produzione di tessuti di seta.

Giuseppe Miroglio avvia l’attività industriale (1° luglio 1947)

Giuseppe Miroglio decide di entrare nella produzione di tessuti di seta e fibre artificiali, installando i primi telai in via Manzoni ad Alba. Nasce la ditta individuale “Giuseppe Miroglio”. Negli stessi anni entrano in azienda anche i figli Carlo e Franco.

Nasce "Vestebene"

Giuseppe cede l’azienda ai figli Carlo e Franco dedicandosi a un nuovo progetto: la creazione di uno stabilimento per la produzione di confezioni in serie secondo il modello americano. Nasce così “Vestebene”. I furgoncini su cui campeggia lo slogan “Piace! Perché Vestebene” percorrono in lungo e in largo la penisola. L’intuizione è geniale.

Il ciclo è completo: la fabbrica di tintoria, stamperia e finissaggio

Parallelamente alla nascita della divisione confezioni, l’azienda amplia la sua attività nell’area tessile con l’avvio di una moderna fabbrica di tintoria, stamperia e finissaggio di tessuti. Il ciclo è ora completo: dal tessuto all’abito confezionato.

Nasce la Fondazione Miroglio

Negli stessi anni Giuseppe Miroglio progetta una serie di attività a favore dei dipendenti, che porteranno nel 1973 alla nascita della Fondazione Elena Miroglio (oggi Elena e Gabriella Miroglio). Il progetto, sviluppato dalle successive generazioni, promuove attività di assistenza sociale, sanitaria e culturale verso i dipendenti del gruppo e la collettività.

La carta transfer

Il Gruppo Miroglio cresce ancora ed entra nel settore della carta transfer, inaugurando uno stabilimento dedicato a questo nuovo business. Nel 1976 viene installata la prima macchina rotocalcografica Cerutti che stampa su carta transfer; il disegno viene successivamente trasferito a caldo sui tessuti. Nasce la Sublitex. 

Elena Mirò

Viene lanciato il marchio Elena Mirò, che propone capi di qualità per le taglie morbide. Negli anni a seguire il Gruppo attiva una collaborazione con grandi stilisti come Moschino e Krizia. La nuova strategia porterà negli anni alla nascita degli altri brand del Gruppo. Contemporaneamente viene avviato il primo processo di internazionalizzazione commerciale attraverso una serie di acquisizioni sul mercato estero.

Caractère

Nasce Caractère, che presidia, in termini di stile e qualità, il segmento medio-alto del mercato. Negli stessi anni la divisione tessile consolida la propria posizione anche con una sempre maggiore presenza internazionale.

Motivi e l’avvento del “fast fashion”

Il Gruppo Miroglio introduce per la prima volta una formula innovativa, il “fast fashion”. Nasce il marchio Motivi, dedicato al target giovane e organizzato secondo le dinamiche del pronto moda. Con Motivi, Miroglio apre il primo negozio monomarca.

 

Gli anni Novanta sono caratterizzati da un’intensa attività di marketing, volta al rafforzamento dell’identità e dell’immagine dei brand del Gruppo. Si susseguono a pieno ritmo campagne pubblicitarie dai messaggi forti, innovativi e partecipazioni a kermesse di portata internazionale.

Lo sviluppo del retail

Il gruppo investe fortemente nel canale retail, attraverso lo sviluppo dei monomarca tra cui, oltre a Motivi, Elena Mirò, Oltre, Caractère, Fiorella Rubino e Diana Gallesi.

Agire “glocal” con le joint venture

Continua lo sviluppo del Gruppo a livello internazionale, sia per linee interne con l’espansione dei marchi leader Motivi ed Elena Mirò, sia attraverso una strategia di acquisizioni e joint venture in una logica ‘glocal’: Miroglio entra in partnership con Elegant Prosper, azienda cinese leader nella moda femminile di fascia medio-alta, attiva dal 1988.

Elena Mirò a Milano Moda Donna

Il Gruppo Miroglio è presente alle sfilate di Milano Moda Donna attraverso Elena Mirò, il primo brand rivolto alle taglie morbide a essere ammesso a un evento così importante.

La joint venture con il Gruppo Ayaydin

Nel 2008 il Gruppo Miroglio acquisisce il 50% del Gruppo Ayaydin, una delle più prestigiose e dinamiche realtà turche nel settore fashion.

 

Nato nel 1986, Ayaydin ha sviluppato negli anni una solida posizione nel mercato interno e una buona presenza in Russia e nell’Europa centro-orientale, distribuendo le proprie collezioni attraverso negozi monomarca e nei principali department store.

L’evoluzione digitale ed eco-friendly del tessile

Fortemente orientato a un approccio produttivo sempre più sostenibile, il Gruppo Miroglio investe nell’acquisto di stampanti digitali di nuovissima generazione, ad alto livello di eco-compatibilità. Accanto a quella tradizionale a cilindri, la stampa digitale assume un ruolo da protagonista.

Un approccio fortemente customizzato e sempre più orientato ai brand

Il Gruppo Miroglio consolida la sua filosofia di customizzazione del servizio, che si riflette sul cliente finale con progetti incentrati sulla valorizzazione del corpo, tramite il recupero del concetto di vestibilità. La stessa filosofia viene declinata nei confronti del cliente business (tessuti e capo finito) tramite il potenziamento della supply chain. Dall’altra parte e soprattutto in Miroglio Fashion, una sempre maggiore attenzione al concetto di brand declinato su tutti gli elementi del marketing mix: prodotto, comunicazione, punto vendita, etc.