23.09.2026

Saper cambiare quando non è necessario

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La domanda giusta

Il 2025 è stato un anno sfidante.

Le tensioni geopolitiche hanno continuato a ridefinire gli equilibri internazionali, l’evoluzione tecnologica ha accelerato ancora, i comportamenti e le aspettative dei clienti sono cambiati e il mercato ha chiesto alle aziende di prendere decisioni sempre più rapide.

In questo contesto, la domanda che ci siamo posti è stata chiara.

Come possiamo affrontare tutto questo continuando a crescere?

La risposta non è stata un progetto o una singola decisione, ma la nostra prospettiva.

È stata la scelta di continuare a metterci in discussione anche quando le cose funzionavano. Di fermarci e chiederci, ogni volta, se esistesse un modo migliore per fare quello che già facevamo.

Perché il momento più difficile per cambiare non è quando tutto brucia. È quando tutto sembra andare bene.

È lì che diventa più facile rimandare, continuare a fare le cose come si sono sempre fatte o aspettare che sia un’emergenza a obbligarci a cambiare.

Nel 2025 abbiamo provato a cambiare paradigma.

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Cambiare per scelta

L’Intelligenza Artificiale è stata uno degli esempi più concreti di questo approccio.

Non l’abbiamo vissuta come una corsa ad adottare nuovi strumenti, ma come un’occasione per ripensare il nostro modo di lavorare.

Il primo passo è stato sui contenuti di prodotto. Da gennaio, tag, titoli, modifica delle immagini e descrizioni dei capi vengono generati attraverso un motore interno e poi controllati e approvati dalle persone dei Brand prima della pubblicazione. Grazie all’integrazione degli strumenti di AI, oggi i team possono gestire direttamente in pochi minuti attività che prima richiedevano processi più complessi e articolati.

Inoltre, fino a poco tempo fa, quando dovevamo intervenire sui nostri sistemi gestionali in uso da molti anni, una parte importante del lavoro consisteva nel ricostruirne logiche e funzionamento. Affiancare ai nostri tecnici agenti AI sviluppati, testati e implementati internamente ci permette ora di velocizzare questa fase, lasciando alle persone più tempo per concentrarsi su cosa cambiare e come farlo.

L’AI, però, è solo uno degli esempi. Perché il cambiamento che abbiamo cercato nel 2025 non è stato solo tecnologico. È stato soprattutto un modo diverso di guardare a ciò che già facevamo: chiederci dove potevamo creare più valore e continuare a rimetterlo in discussione.

Lo abbiamo fatto introducendo nuovi modelli di business, come il canale wholesale di Oltre, senza limitarci a replicare schemi già noti. Lo abbiamo fatto spingendoci oltre ciò che già conoscevamo bene, come nel caso di Elena Mirò, che ha scelto di esplorare nuove categorie di prodotto, a partire dagli accessori. E lo abbiamo fatto attraverso il miglioramento continuo, ripensando processi meno visibili ma decisivi. Nel nostro magazzino e-commerce, dove i volumi sono cresciuti del 95% in due anni, abbiamo investito nell’automazione per gestire una crescita sempre maggiore senza aumentare il carico operativo per le nostre persone.

Scelte diverse, con un filo comune: non aspettare che qualcosa smetta di funzionare per iniziare a cambiare.

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Perché. E soprattutto per chi.

Ma saper cambiare significa anche saper dare una direzione al cambiamento.

Ogni volta che abbiamo preso o prendiamo una decisione torniamo alla stessa domanda: perché e per chi lo facciamo?

La risposta parte sempre dai nostri e dalle nostre clienti.

Sono loro il punto di riferimento grazie al quale leggiamo il mercato, ripensiamo i processi, sviluppiamo nuovi prodotti e scegliamo dove investire tempo e risorse.

Ogni cambiamento ha senso per noi solo se crea più valore per chi sceglie ogni giorno i nostri Brand.

A volte significa offrire collezioni sempre più rilevanti. Altre garantire un servizio migliore. Altre ancora essere presenti nei luoghi e nei canali in cui i clienti scelgono di incontrarci.

Questa domanda guida le scelte di tutti: anche di chi non è a diretto contatto con il cliente.

Anche quando lavoriamo su un processo interno, una tecnologia, un dato o un’organizzazione diversa, il punto di partenza non cambia. Dobbiamo sapere in che modo questa scelta migliorerà l’esperienza dei nostri e delle nostre clienti.

È questo il filo che collega decisioni molto diverse tra loro e ci permette di guardare tutti nella stessa direzione.

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L’impatto si costruisce

Naturalmente tutto questo non accade da solo.

Dietro ogni cambiamento ci sono le nostre persone che scelgono di imparare qualcosa di nuovo, condividere competenze, sperimentare strade diverse e assumersi responsabilità.

È questo che rende possibile il cambiamento.

Crediamo che ogni persona possa avere un impatto, fin dal primo giorno in azienda.

Per noi l’impatto non dipende dall’anzianità lavorativa o anagrafica. Dipende dalla capacità di creare valore, dalla qualità delle decisioni e dalla coerenza con i valori che guidano il nostro modo di lavorare.

Per questo può accadere che una persona con meno di trent’anni arrivi a guidare un business o un Brand, così come professionisti con una lunga esperienza continuino a osservare, mettersi in discussione e imparare.

Perché il talento non ha età. Ha curiosità, responsabilità e la voglia di continuare a crescere.

È questa convinzione che ci porta a investire ogni giorno nella crescita delle nostre persone. Solo nel 2025 abbiamo dedicato oltre 77.600 ore alla formazione, perché continuare a imparare è una delle condizioni che rende possibile il cambiamento.

Lo abbiamo visto, ad esempio, con l’Intelligenza Artificiale. Più di 200 colleghi e colleghe, di tutti i Brand e di funzioni molto diverse tra loro, hanno seguito un percorso sull’AI generativa, in piccoli gruppi e lavorando su attività reali. Molte delle idee che stiamo sviluppando oggi sono nate proprio lì e alcuni team sono arrivati a costruire in autonomia i propri assistenti dedicati.

La stessa attenzione alla crescita si riflette poi nei percorsi professionali all’interno del Gruppo. Il 69% delle posizioni manageriali è stato affidato a persone cresciute internamente, a conferma della volontà di costruire il futuro valorizzando le competenze sviluppate in azienda.

Allo stesso tempo, sempre più giovani scelgono di costruire il proprio futuro professionale con noi: la presenza di colleghi e colleghe under 35 è salita al 29%, rispetto al 27% dell’anno precedente, a testimonianza della volontà di dare spazio a nuove energie, nuove competenze e nuove prospettive.

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I risultati sono una conseguenza

Alla fine, i numeri raccontano questo.

Nel 2025 il Gruppo Miroglio ha raggiunto un fatturato di 602,3 milioni di euro, con una crescita pari perimetro del 6,3% rispetto al 2024.

Oggi siamo presenti in 45 Paesi, con oltre 1.100 negozi monomarca, 1.800 punti vendita wholesale e una comunità di quasi 6.800 persone a livello globale.

I numeri raccontano dove siamo arrivati. Le scelte raccontano come ci siamo arrivati.

Continuando a metterci in discussione anche quando sarebbe stato più semplice continuare a fare ciò che già funzionava.

Perché, in fondo, crescere significa proprio questo: scegliere di cambiare, sapendo sempre perché lo facciamo e per chi lo facciamo.

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